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4 settembre 2009

Ode alla dignità

Forse un po' di rabbia dovrebbe venire. Forse quella lunga fila di disperati provenienti dal Nulla dovrebbe iniziare a ruggire l'ira. Imbracciare la amarezze e le delusioni per mostrarle in giro: porle dinanzi agli sguardi indifferenti di quanti si atteggiano a pavoni della produttività.
Forse un grido potrebbe levarsi. Non tanto per l'orgoglio, ma per la dignità; una parola cassata dal contemporaneo dizionario italiano. Un lemma che evoca altre epoche, altre storie, altre vicende. E oggi, addirittura, è fastidioso ascoltare.
Nessuno potrà mai rendere a tanti giovani il dolore di dover abbandonare i loro luoghi per riadattarsi ad anonimi posti. Dall'appartenenza all'anomia. Un percorso obbligato. Per tanti. Forse troppi. Ma soprattutto un tragitto consumato con rassegnato silenzio: la stessa rassegnazione che ridotto delle terre in un Nulla. Con l'ineluttabile convinzione che tutto debba andare così. E la rabbia può essere sopita o rivolta altrove.




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14 giugno 2009

Replay

Tanti saluti

Affanculo voi e i vostri abiti firmati.
Affanculo voi e i vostri simboli occidentali.
Affanculo voi i vostri progetti futuri.
Affanculo voi e le vostre promesse d'amore.
Affanculo voi e la vostra sicurezza ostentata.
Affanculo voi e le vostra smania di potenza.
Affanculo voi e la vostra passione politica.
Affanculo voi e le vostre utopie sociali.
Affanculo voi e le vostre vacanze organizzate.
Affanculo voi e la vostra prudenza intimorita.
Affanculo voi e le vostre convenzioni innocue.
Affanculo voi e le vostre azioni mielose.
Affanculo voi timorati della vita.
E magari affanculo ci vado anche io e le mie invettive impotente.

Se dovessi votare la fiducia per me stesso, voterei no.





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6 maggio 2009

Estetica

Un'immagine nera. La cancellazione. L'etica e l'estetica del disgusto.
Abrasioni dell'identità. Pessimismo e nausea.




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4 maggio 2009

Criminalità e serie tv

Qualunquismo

Il sindaco di Roma indica la serie tv 'Romanzo criminale' come la causa di accoltellamenti nella Capitale. La cosa fa sorridere. La televisione non incide sulla cultura quando si trasmette il Grande Fratello (secondo un pensiero molto di moda) ma ha effetti deflagranti se un canale a pagamento manda in onda una vicenda di malavita "mitizzando" i criminali. Non si chiede tanto, ma almeno un pizzico di coerenza: la tv incide o no sulla formazione culturale? Insomma, le aspiranti-veline che popolano la strada sono tali perché vedono in tv le veline o no? La risposta non sembra tanto difficile...




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29 settembre 2008

Identità e nuovi media

Riflessioni... androgine



18 settembre 2008

Fiducia

Magari

Affanculo voi e i vostri abiti firmati.
Affanculo voi e i vostri simboli occidentali.
Affanculo voi i vostri progetti futuri.
Affanculo voi e le vostre promesse d'amore.
Affanculo voi e la vostra sicurezza ostentata.
Affanculo voi e le vostra smania di potenza.
Affanculo voi e la vostra passione politica.
Affanculo voi e le vostre utopie sociali.
Affanculo voi e le vostre vacanze organizzate.
Affanculo voi e la vostra prudenza intimorita.
Affanculo voi e le vostre convenzioni innocue.
Affanculo voi e le vostre azioni mielose.
Affanculo voi timorati della vita.
E magari affanculo ci vado anche io e le mie invettive impotente.

Se dovessi votare la fiducia per me stesso, voterei no.




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7 agosto 2008

Praga

Disordinato diario di un viaggio nella Capitale ceca

Praga è incantevole. Un cristallo di Boemia in terra boema.
L'isola di Kampa è una meta irrinunciabile. Il Ponte Carlo e Piazza Venceslao sono da visitare di sera: la luce diurna depotenzia il fascino di questi posti, molto valorizzati dal calare della notte.
La Chiesa di Tyn inculca un sentimento di mistero: le sue alte guglie si stagliano sulla piazza della Città Vecchia, quasi a intimare rispetto ai visitatori.
L'orologio astronomico è un'amena curiosità.
Il Castello occupa un'intera giornata di visita e offre il meglio di sé quando mostra le sue stanze e la sua storia, piuttosto che le sue opera artistiche, di valore estetico non proprio irresistibile. Almeno per un profano dell'arte pittorica.
La collina di Petrin è una magia naturale, aiutata dall'ordine umano. Le attrazioni della Torre e del Labirinto di Specchi rendono più spensierato il luogo, che è ipnotico per i suo slarghi verdi ornati da fiori luccicanti.
La gita in battello sulla Moldava è irrinunciabile per godere dell'architettura fiabesca di Praga.
Il giro lungo il regno di Pilsner Urquell è invece piacevole per gli amanti della birra, soprattutto chiara e leggera.
Il cibo propone la succulenta Kachna (Anatra) arrosto e magari una sortita nei territori del Gulash (preferibilmente quello tradizionale rosso rispetto alla variante alla birra). Comunque, puntare sulle carni (con contorno di patate) ed evitare di arrischiarsi nei territori di pasta e pizza. Nei casi di intolleranza alla cipolla, astenersi dal mangiare, praticamente.


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30 giugno 2008

Sensazioni

Estati e futuri

Estate, tempo di spensieratezza. Stagione da dedicare al consumo di momenti frivoli: come se il mondo si fermasse dinanzi al caldo, portando con sé quella disinteressata apatia e svogliatezza che le giornate di sole alimentano. E intanto il futuro attende all'orizzonte colmo delle sue incomprensibili incertezze e denso di fragili sicurezze.


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4 giugno 2008

Aperto tutta la notte

Sorrisi che strappano le lacrime

Leggere un autore e adorare le sue opere. Aperto tutta la notte di David Trueba è un libro imperdibile: il suo stile ironico imbastice una commedia, che strappa molti sorrisi senza scadere nella banalità o peggio nella trivialità. Il suo humour tiene attaccato il lettore alla narrazione, benché venga descritta la vita quotidiana di una famiglia madrilena. I Belitre, però, non sempre appaiono normali: c'è il piccolo Matìas, che affetto dalla Sindrome di Latimer si crede il capofamiglia, c'è Lucas, bambino logorroico e vendicativo, c'è Nacho, sciupafemmine impenitente, c'è Basilio, mostruosamente brutto. E ci sono i genitori affondati nella noia della routine giornaliera, che sembrano destinati alla fine dei nonni, ancora insieme da in perenne litigio.

Trueba ci racconta una vicenda (quasi) tradizionale, immergendoci in sensazioni varie, ma in ogni caso forti. Non c'è una battuta che lascia indifferenti, sia quando viene proposta con ironia sia quando voglia accendere la riflessione e sia quando propone il declino drammatico del romanzo.
Insomma, Aperto tutta la notte merita la lettura.




3 giugno 2008

La Casa del sonno

Patologie d'amore e patologie mentali

Personaggi che si incontrano, si sfiorano, si ritrovano. La casa del sonno di Jonathan Coe esplora disturbi del sonno e malessere da storie d'amore. Tutto gira intorno alla protagonista Sarah con ambientazione ad Ashdown, anonima cittadina britannica, prima campus universitario, poi clinica per curare patologie del sonno. I vari protagonisti, descritti con particolare attenzione sotto il profilo psicologico, vivono i loro destini, che finiscono per incrociarsi. Coe ci presenta un romanzo godibile, che si lascia legge come se fosse thriller pur non essendolo nelle sue fondamenta. Pagina dopo pagina, incastonando eventi del 1984 e del 1996, affiorano le vite di persone in apparenza normali, ma nel loro profondo affette da profonde angosce connesse al loro passato.
L'insoddisfazione diviene, dunque, l'elemento principale della narrazione: anziché vivere il presente, tutti cercano di recuperare tracce della memoria in una effettiva negazione del presente, con l'eccezione di Gregory concentrato sul successo futuro destinato alla frustrazione.
La casa del sonno è un bel romanzo che però nella fase finale pecca nella volontà di "chiudere il cerchio" a tutti i costi, finendo per normalizzare delle storie intrinsecamente anormali, caratterizzate dai loro tratti patologici.


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3 giugno 2008

Riflessioni

Spunti di discussione sulla situazione a Napoli, clicca qui...


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15 maggio 2008

Lire 26.900

L'assalto della pubblicità

"Tutto è provvisorio e tutto si compra. L'uomo è un prodotto come gli altri, con una data di scadenza": una citazione che espone senza grosse analisi il contenuto del libro. Lire 26.900 di Frédéric Beigbeder è un Capolavoro critico sul mondo della pubblicità. L'autore adotta con esemplare ironia un lessico acido nei confronti di un universo ricco di contraddizioni, di manierismi, di imposizioni. Nel corso del romanzo vengono esposti clichè sulle mansioni del "creativo" con acido sarcasmo che disvela le ipocrisie del mondo occidentale agganciato a un disperato consumismo, che elide ogni aspirazione di felicità. "Farvi sbavare è la mia missione. "Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma" dice Beigbeder nalla parte iniziale del libro (la più fulminante), indicando le ipocrisie nascoste dietro i claim, i payoff nel mondo degli art director, degli account. Tuttavia in Lire 26.900 non c'è un monotono atto d'accusa contro il consumismo e il sistema che vive su di esso, in quanto è presenta una storia personale, raccontata talvolta in prima persona talaltra in terza, che manifesta debolezze personali, amori incompiuti e il vano tentativo di combattere la noia imperante, che travolge l'esistenza di un affermato creativo.
Una noia che lo conduce alla nera disperazione.
Perché la felicità non appartiene ai venditori di sogni.


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9 maggio 2008

Primo maggio...in ritardo

Musica e sensazioni

Elaborare sensazioni. Scrutarle. Ripensarle. E alla fine esporle. Una settimana dopo il Primo Maggio scivola ancora sotto pelle il piacere di una giornata che veicola un fascino sinuoso. Inspiegabile. Complesso. Ma limpido. Una pattuglia pacifica di giovani scende in Piazza per inalare le emozioni capace di trasmettere la migliore musica italiana. Ogni nota scuote passioni profonde: un milione di ragazzi si affratella sulle onde musicali. Niente scontri. Niente dissensi. Niente asti. Solo un grande sentimento di unione culturale, sociale, musicale. Un milione che diventa Uno. Un'unicità che non è banalizzazione o abbattimento di differenza personale: è accettazione dell'Altro.
Anche una settimana dopo, il Primo Maggio imprime un senso di serenità e infonde una nuova visione. In fondo dobbiamo solo passare con gioia il tempo che viviamo.


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4 aprile 2008

Elogio all'iPod

Il Lettore mp3

L'iPod, un oggetto. Un lettore mp3. Parole che si scagliano sull'invenzione della Apple, depotenziando il suo valore. In effetti, risponde a una funzione banale: leggere file compressi e garantire l'ascolto di musica in ogni luogo. Come tanti altri lettori. Ma l'iPod nasconde un sottile e ammaliante fascino. Attira. Comunica. Emoziona.
 Seduce. E' un prodotto dell'era postindustriale, uno dei primi che ha fatto registrare una cesura rispetto alle primordiali tecnologie. L'iPod promuove il valore espressivo ed emozionale, sviluppando caratteristiche affrancate dalla mera funzionalità. Il processo si avvia sin dalla sua denominazione, iPod, ossia iPodcasting. Il prodotto diventa un "io", acquisisce una soggettività che si fonde con il possessore del prodotto stesso. L'individuo entra in osmosi con il suo lettore. Che perde l'articolo indeterminativo e diventa il Lettore, da cui non può scindersi, senza avvertire una sensazione di malessere emotivo.
La personalizzazione dell'iPod si sostanzia, poi, attraverso la sua semplicità nello scorrimento della library: non un freddo e meccanico tasto, ma una sensibilissima ghiera, che non segue procedimenti digitali, ma analogici, in quanto segue il percorso del dito. Una immedesimazione totale, acuita infine dal piacere di ascoltare la propria musica preferita. Quindi, ecco che l'iPod è il vettore delle emozioni forti che la musica riesce a trasmettere.


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28 febbraio 2008

Gomorra

Nausea

Un senso di nausea lungo oltre 300 pagine. Gomorra di Roberto Saviano non è un romanzo. E non è un reportage giornalistico. Per me è un diario di un giovane campano che osserva il mondo in cui vive. Si muove e scruta ogni angolo della sua terra, sino a inalare tutto l'orrore per il meccanismo che muove l'economia. Il Lavoro. Il Potere. La Produzione. Lancette che girano alla perfezione. Che stringono allo stomaco, fanno salire un rigurgito: ti avvolge lo stesso senso di nausea che l'autore prova sul suo corpo con gli occhi che si impregnano di orrore.
E la nausea affonda nell'immondizia. Un'immensa distesa di spazzatura che ricopre e cancella qualsiasi sentimento di appartenenza ideologica e politica. Una densa melma che simboleggia l'umanità. Una accozzaglia di rifiuti: emblema di un sistema fondato sul guadagno.


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       Il mio motto






Per notizie su questo bel libro...
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Aforismi

Vedi mai una stella cadere e non ricordi cosa desiderare?


Letture

1)  Underworld - Don de Lillo 
2)  Soffocare - Chuck Palahniuk
3)  L'opera struggente di un formidabile genio - Dave Eggers
4)  Fight Club - Chuck Palahniuk
5)  Aperto tutta la notte - David Trueba
6) Quattro amici - David Trueba
7) Rumore bianco - Don de Lillo

8) City Alessandro Baricco


Film

1) The Truman Show
2) Il Favoloso mondo di Amelie
3) Le Conseguenze dell'Amore
4) Eternal Sunshine of the Spotless Mind (tradotto in maniera orribile: se mi lasci ti cancello)
5)  Arancia Meccanica
6)
  Pulp Fiction
7)  Ararat

8)  Train de Vie
9)  I Soliti Sospetti
10)L'Uomo in più
11)Apocalypse now